I SIT firmano il nuovo contratto collettivo delle FART

A partire dal 1° gennaio 2026 i Sindacati Indipendenti Ticinesi - SIT sono entrati a fare parte della comunità contrattuale firmataria del contratto collettivo di lavoro delle Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi – FART. 

Il CCL FART è stato ridiscusso durante l’estate scorsa tra le parti contraenti incaricate per farlo: i sindacati OCST, SEV, UNIA da una parte e la Direzione FART dall’altra.

Nel corso delle trattative un gruppo di lavoratori «dissidenti» ha deciso di aderire ai SIT, poiché non pienamente soddisfatto dello svolgimento delle stesse. 

Grazie a questo gruppo di lavoratori abbiamo raggiunto una buona rappresentatività che ci ha permesso, in base alle normative vigenti e ai criteri indicati nella giurisprudenza, di richiedere formale adesione alla comunità contrattuale.

La nostra richiesta è stata accettata dalle parti che, una volta conclusa la trattativa già in essere, hanno poi invitato il SIT alla firma del nuovo CCL FART.

Un nuovo importante compito per i SIT in un settore, quello dei trasporti pubblici, che dovrà affrontare nuove e interessanti sfide. Un settore con peculiarità tipiche e con normative chiare regolamentate, ci fa piacere dirlo, da un già esaustivo e buon contratto collettivo di lavoro.

Siamo sicuri che nel corso della durata contrattuale i nostri associati sapranno portare ulteriori e nuovi spunti di miglioramento, affinché questi possano sentirsi ancor più coinvolti nel processo decisionale e partecipativo. In una forma di gestione aziendale moderna che preveda, come nelle aziende più all’avanguardia, una partecipazione dal basso e una condivisione comune dei processi aziendali nell’interesse reciproco delle parti coinvolte. Dinamiche necessarie e sempre più richieste dai lavoratori di ogni settore, che sempre meno sopportano antiche e sempre mal maldigerite imposizioni dall’alto. 

Il nostro obiettivo sarà sempre quello di tendere verso un progresso sociale coerente con  gli scopi intrinsechi di un contratto collettivo, dando il nostro contributo allo sviluppo di principi normativi e di conduzioni di lavoro che sappiano attirare i migliori professionisti del settore, affinché il servizio pubblico garantito dalle FART rimanga sempre di alto, altissimo livello. 

Da un datore di lavoro strutturato e importante come le FART ci aspettiamo quindi grandi cose. Questo anche per lo sviluppo di un intera regione, quella del locarnese, che annovera le FART tra i maggiori attori e tra i più grandi datori di lavoro presenti sul territorio.


Azienda cantonale dei rifiuti: iniziato il rinnovo del CCL


Sono già iniziate le discussioni per il rinnovo del contratto collettivo dell’azienda cantonale dei rifiuti in scadenza il 31 dicembre 2026. La commissione del personale e i sindacati hanno già riunito in assemblea i lavoratori nel corso degli scorsi mesi e intendono farlo nuovamente entro la primavera. Le rivendicazioni del personale saranno condivise e portate avanti unitariamente al tavolo delle trattative dai sindacati SIT-OCST-VPOD.

Senza dubbio possiamo dire che nel corso degli anni sindacati e Direzione ACR hanno dimostrato di ben collaborare e di riuscire a migliorare le condizioni di lavoro di operai che, ricordiamo, lavorano su turni di 24 ore, 7 giorni su 7.

Un lavoro sicuramente duro che porta a dover gestire al meglio la salute e la soddisfazione di lavoratori sottoposti a necessità aziendali sicuramente esigenti, questo data l’importanza del servizio pubblico fornito alla popolazione.


Si attendono risposte per il settore socio sanitario


Saranno mesi di grande lavoro quelli che ci aspettano per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni di lavoro e dei salari di tutto il settore socio sanitario

Case anziani e aiuto domiciliare sono sicuramente i due settori, escludendo quello che riguarda prettamente il settore ospedaliero, che necessitano maggiormente di interventi strutturali, investimenti e di iniezione di risorse economiche. Questo affinché le condizioni di lavoro possano essere più attrattive. 

Il settore socio sanitario risente già di per sé di una carenza cronica di personale residente e ora, sempre più spesso, anche di lavoratori frontalieri.

Le professioni legate alla cura delle persone risultano essere sempre meno attrattive per le nuove generazioni, questo in base ai diversi comportamenti e alle diverse aspettative legate alla scelta di una professione. 

Turni di lavoro poco compatibili con la conciliabilità tra lavoro e vita privata, lavoro notturno, lavoro nei festivi, turni di lavoro spezzati, carico psicofisico importante, aumento della burocrazia, aumento del rischio personale nel svolgere la professione, formazioni difficili e complicate, ecc… tutto ciò contraccambiato da condizioni di lavoro e salari sicuramente poco attrattivi.

Sarà importante lavorare sulle condizioni quadro dei vari contratti collettivi di lavoro tentando, in ottica futura, di tematizzare finalmente anche a livello politico le sfide relative all’invecchiamento della popolazione. Si necessiterà di ulteriore manodopera qualificata, il lavoro di orientamento professionale sarà fondamentale, andranno messi in luce tutti gli aspetti positivi legati a queste bellissime professioni.

Questo e altri articoli sul numero 426 di Progresso Sociale, il periodico dei Sindacati Indipendenti Ticinesi distribuito gratuitamente ai suoi soci.

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