Lavoratori in erba: nuove sfide ed opportunità…

Settembre è il mese dei nuovi inizi e di prime volte. Dal primo giorno all’asilo all’inizio del percorso scolastico fino al primo lavoro. Questo’autunno, per una bella fetta di giovani ticinesi, rappresenta un passaggio iniziatico al mondo del lavoro… Un periodo importante nella vita di un umano in cui si fanno i primi passi nella fase adulta. Per chi sceglie la via dell’apprendistato questo salto avviene prima e questo comporta un’accelerazione del processo di crescita che porta con le tante sfide quante opportunità… Il rilevamento cantonale fatto a giugno di quest’anno dalla Campagna di collocamento e scelte dei giovani ci dice che gli aspiranti apprendisti rappresentano il 28% di chi ha terminato le Scuole medie, il 20% ha scelto le Scuole professionali a tempo pieno, il 44% andrà alle Scuole medie superiori pubbliche o private ed il restante intraprenderà strade alternative. Quali le sfide e quali le opportunità in gioco per quanto riguarda le offerte e le condizioni dei tirocini oggi? E com’è cambiato lo sguardo dei ragazzi al mondo del lavoro nell’ultimo decennio? Ci siamo addentrati nella tematica con la voglia di comprendere questa realtà con l’aiuto di Rita Beltrami, direttrice dell’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale del Cantone Ticino…

Giovani di oggi: come sono cambiati e come è cambiata la loro visione del mondo del lavoro?

Il rapido sviluppo tecnologico degli ultimi hanno ha avuto un effetto duplice. L’informatizzazione ha cambiato il mondo del lavoro mentre l’avvento dei social ha trasformato la percezione che i giovani hanno della vita professionale. Il mondo della rete bombarda i ragazzi di stimoli, sia ispiranti che fuorvianti, e questo può creare confusione nella loro visione del lavoro e nel distinguere reale e fantastico. La pandemia ha enfatizzato l’utilizzo dei social radicalizzando l’isolamento dei giovani e mettendo in difficoltà le personalità già fragili e con difficoltà a socializzare. Quest’ultimo aspetto aumenta la difficoltà a sapersi confrontare la realtà nuova di un tirocinio ed a comunicare con il datore di lavoro. L’altro elemento determinante nella formazione di una/un giovane è la famiglia, oggi si osservano, in modo grossolano, tre tendenze: troppo presenti, assenti e per finire fortunatamente quelle equilibrate.

Come si arriva preparati alla domanda fatidica: cosa vuoi fare dal grande?

Per quanto riguarda i più giovani è necessario fare un’educazione alle scelte dalla fine delle elementari alle medie. Questo avviene accompagnando alla scoperta delle professioni con un’ottica aperta e realistica. La realtà lavorativa proposte dai libri per i bambini è tutti’oggi limitata. Si trovano sempre le solite professioni, come la maestra di scuola ed il pilota d’aereo, e ne mancano un’infinità. Bisogna espandere questa visione perché i ragazzi possano conoscere il vero mondo delle professioni, uscendo da stereotipi e limitazioni di genere.

Nuove offerte didattiche che permettono di familiarizzare con le professioni…

L’Infocentro di Bellinzona dell’Ufficio dell’Orientamento propone attività per i bambini delle elementari con lo scopo appunto di farli familiarizzare con svariate posizioni professionali scoprendo la vastità di opzioni tra cui un giorno sceglieranno in base alla propria indole. Il programma prevede un’attività didattica di preparazione guidata dal docente seguita da una visita all’Infocentro. Alle Scuole Medie invece da diversi anni promoviamo il programma di educazione alle scelte che, dalla prima alla quarta media, permette di scoprire i mestieri di oggi anche attraverso attività didattiche proposte dai docenti e legate alle materie specifiche.

Quali sono le tappe da seguire per una giovane/un giovane che decide di fare un percorso d’apprendistato?

A partire dalla terza media entra in gioco la figura dell’orientatrice/ore che segue i ragazzi aiutandoli a definire il proprio progetto formativo attraverso incontri individuali e con la partecipazione degli allievi a momenti informativi organizzati dalle varie associazioni professionali che solitamente avvengono sul posto di lavoro. In seguito si passa alla sperimentazione nel vivo del mestiere con degli stage brevi che permettano di testare se la direzione scelta è davvero quella giusta.

Quali sono i settori più ambiti dai giovani?

Le scelte sono ancora molto stereotipate, un altro aspetto che sarebbe bello cambiare in futuro liberando la mente e permettendo di scegliere la professione in base all’indole ed alle capacità personali piuttosto che al sesso di appartenenza. Un lavoro che va fatto sicuramente a scuola ma anche negli ambienti di lavoro stessi e in modo complessivo nella società. Tra i settori più ambiti dalle ragazze svetta il socio-sanitario e l’artistico, i ragazzi invece prediligono i settori legati all’artigianato ed alla tecnica. 

Cosa accade se i posti di tirocinio in determinati settori sono inferiori rispetto alla
richiesta?

La missione è di collocare tutti i giovani che finiscono le medie, non sempre però purtroppo ci sono posti sufficienti nelle professioni scelte. Il rilevamento effettuato a giugno 2022 indicava 51,5% di collocati, 13,7% in trattativa e 34,8% ancora senza posto. In questi casi a metà agosto, con la Divisione della formazione professionale, si attiva il Gruppo operativo per il collocamento a tirocinio che assieme agli ispettori di tirocinio cerca, in base ai posti liberi, delle alternative valide. A questo gruppo può iscriversi, ricevendo sostegno nel venire ricollocati, sia chi ha finito le medie ma non ha ancora trovato un collocamento che chi ha lasciato un posto di tirocinio ed è intenzionato a trovarne uno nuovo, ma in questo caso possono annunciarsi solo i giovani che non hanno superato il 18 anni.

Se potesse parlare ai giovani di oggi che si affacciano al mondo del lavoro: quali consigli si sente di dare?

Il mio consiglio numero uno per i giovani che finiscono le scuole dell’obbligo è sicuramente di iniziare una formazione e portarla a termine. Prendersi un tempo di pausa e riflessione in questa fase delicata di passaggio è rischioso ed è meglio evitarlo. Non è facile sapere cosa si vuole fare “da grandi” ma bisogna buttarsi ed avere la determinazione di portare a termine la formazione o il tirocinio scelto. In un mondo carico di incertezze come quello di oggi è importante avere delle buone fondamenta, le possibilità di avanzare e cambiare direzione in futuro ci sarà sempre anche perché la formazione continua è una realtà consolidata oggi. Il cambiamento eventuale, una volta conclusa la prima formazione non deve essere quindi visto con timore, cambiare non è un problema ma un processo di arricchimento. Per aiutare i giovani a portare a termine la prima tappa nel 2021 è stato introdotto l’obbligo formativo fino ai 18 anni.

Questo e altri articoli sul numero 412 di Progresso Sociale, il periodico dei Sindacati Indipendenti Ticinesi distribuito gratuitamente ai suoi soci.

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