Lavoro non-stop. A rischio la domenica di dolce riposo.

Dove vivi? Hai un/a partner? Hai figli? Oltre ai dati anagrafici, un aspetto che definisce la vita di una persona è il contesto lavorativo. Condizioni lavorative più o meno buone possono cambiare la qualità di vita di una persona, influenzando sia a livello professionale che personale. Oggigiorno queste condizioni sono alla mercé delle leggi pubbliche e la protezione della qualità di vita delle persone è un compito sempre più difficile. In questo numero della rivista abbiamo deciso di aprire una riflessione su una nuova legge che torna a minacciare quella che da secoli è considerata una pausa sacra e condivisa da tutta la comunità. Lo scorso ottobre infatti il Gran Consiglio ha approvato a gran maggioranza l’iniziativa PLR che chiede di modificare la legge sull’apertura dei negozi. Le modifiche prevedono l’aumento da tre a quattro domeniche all’anno durante le quali i lavoratori possono essere occupati senza autorizzazione, di concedere l’apertura delle attività fino alle 19.00 anche nelle feste infrasettimanali non parificate alla domenica e di aumentare le superfici da 200 a 400 metri quadrati per quanto concerne i negozi che hanno diritto alle deroghe di legge previste per le località turistiche la domenica. Il progetto di legge è contestato da molte lavoratrici e dai piccoli commercianti che non se lo possono permettere mentre i centri commerciali, avendo maggiori risorse, ne sarebbero contenti. UNIA e OCST hanno reagito immediatamente lanciando una raccolta firme contro la decisione. Se la raccolta firme riuscirà, la voce torna alla popolazione con un referendum. Per comprendere le possibili conseguenze per chi lavora tra casse e scaffali abbiamo parlato con i diretti interessati…

Questo e altri articoli sul numero 413 di Progresso Sociale, il periodico dei Sindacati Indipendenti Ticinesi distribuito gratuitamente ai suoi soci.

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